Dietro a una grande squadra c’è sempre una grande società

10,5 milioni di euro. E’ la cifra che ha speso la Juventus per costruire il suo centrocampo stellare, uno tra i più forti al mondo. I 10,5 milioni di euro sono serviti per prelevare dal Bayer Leverkusen il cileno Arturo Vidal nell’estate del 2011 e ora goleador con 10 reti stagionali all’attivo. Tutti gli altri giocatori sono stati acquistati a parametro zero. E’ stato il caso di Andrea Pirlo, liquidato troppo in fretta dal Milan, che si sta ancora mangiando le mani, e di Paul Pogba, ‘sottratto’ al Manchester United anche grazie all’abile regia di Mino Raiola. Il francese, a quota 6 gol, è un vero e proprio fenomeno della natura, sembra già un veterano nonostante la giovane età e la sua valutazione (60 milioni di euro) lo dimostra ampiamente. Non va dimenticato poi Claudio Marchisio, cresciuto nel settore giovanile bianconero, campione fatto in casa dunque.

Simili operazioni testimoniano quanto sia debole l’opinione secondo cui per vincere è necessario seguire un’unica strada: spendere risorse imponenti. Non è vero. Quando non vi è disponibilità di moneta, contano le idee, la capacità di scovare talenti e di cogliere al volo le occasioni per assicurarseli superando la concorrenza. I dirigenti juventini, il dg Beppe Marotta e il ds Fabio Paratici, nel corso delle ultime due stagioni hanno operato in maniera esemplare sul mercato e fino a oggi non sono stati elogiati abbastanza. Allargando infatti il discorso dal centrocampo all’attacco, non si possono non applaudire le operazioni che hanno portato a Torino Fernando Llorente (0 euro) e Carlitos Tevez (9 milioni). La Vecchia Signora ha potuto permettersi di cedere Giaccherini al Sunderland e Matri al Milan senza per questo indebolirsi, e lasciare stabilmente in panchina Vucinic, Quagliarella e Giovinco, che sarebbero titolari in gran parte delle squadre del massimo campionato.

Ma non è tutto. Il club di Andrea Agnelli ha in mano anche i giocatori più promettenti del torneo, in particolare Domenico Berardi, l’attaccante del Sassuolo che ha affossato Allegri, e il blucerchiato Manolo Gabbiadini. La Juventus è già proiettata verso il futuro: il rischio è di assistere a un suo incontrastato dominio per i prossimi anni. Anche perché all’orizzonte si profilano ulteriori capolavori, come il probabile arrivo del granata Cerci in cambio di Giovinco, della seconda metà di Immobile (altro pezzo pregiato) e di un conguaglio economico. Il ciclo Juve è destinato a non esaurirsi, almeno non nel breve periodo e finché in panchina siederà Antonio Conte, il tecnico  che ha risollevato a suon di scudetti un ambiente depresso dopo due settimi posti. Scegliendo l’allenatore salentino la società di Corso Galileo Ferrarsi ha fatto centro, il primo di una lunga serie.

Giorgio Meroni

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