Salvate il soldato Mazzarri

Alla fine uno dei più scontenti del mancato scambio Vucinic-Guarin è sicuramente Walter Mazzarri. Il tecnico infatti aveva espressamente chiesto il giocatore montenegrino.

La situazione dell’attacco nerazzurro è nota a tutti: Milito è rientrato dopo l’ennesimo infortunio, Icardi soffre continuamente a causa della pubalgia e Belfodil è stato bocciato da tempo. L’unica punta su cui fare affidamento è Rodrigo Palacio, che ha tenuto in piedi la baracca per oltre quattro mesi. Mazzarri ha dovuto fare di necessità virtù schierando la squadra con il 3-5-1-1, modificato nelle ultime domeniche con l’inserimento del redivivo Milito del quale si è detto. I risultati sono comunque arrivati: l’inizio di campionato è stato al di sopra delle aspettative. Poi sono subentrate le inevitabili difficoltà: gli avversari hanno adottato le contromisure necessarie a neutralizzare la tattica adottata. Altri fattori hanno quindi contribuito a rallentare, e molto, la corsa interista: alcune sviste arbitrali e soprattutto le continue ingenuità difensive. Senza dimenticare la persistente confusione a livello societario. Dopo il passaggio della maggioranza delle quote da Moratti a Thohir, in corso Vittorio Emanuele ha regnato sovrana la confusione. Il presidente è lontano e non si capisce bene chi comandi, chi sia ‘addetto’ a dirigere il mercato. Branca? Fassone? I due dirigenti hanno ricevuto pesanti contestazioni da parte dei tifosi che non hanno esitato a definirli senza mezzi termini ‘mele marce’. Le critiche hanno toccato pure il presidente indonesiano, incapace, fin qui, di determinare una linea di indirizzo chiara e precisa al di là del generico proposito di risanare le casse societarie, e di una strategia comunicativa efficace. Lo stato patrimoniale dell’Inter è pessimo a quanto risulta e prima di comprare bisogna sistemare i conti perché il passivo è pesante. E’ questo l’unico, almeno fin qui, obiettivo del tycoon, che ha bloccato lo scambio con la Juve proprio su pressione dei supporters a seguito di un consulto con Moratti. Lo scambio, va ricordato, avrebbe portato a una plusvalenza.  Un club serio può sottostare ai diktat provenienti dall’esterno? L’immagine dello stato dirigenziale, oggetto di derisione e sfottò sui social network, ne è uscita a pezzi.

Mazzarri non si aspettava di trovarsi nel mezzo di una vera e propria tempesta. Con i mezzi a disposizione ha fatto il massimo. A scanso di equivoci la rosa a sua disposizione è modesta, non adeguatamente rinforzata nel corso del mercato estivo. L’allenatore di San Vincenzo è riuscito a rivitalizzare giocatori quali Jonathan e Alvarez, per citarne alcuni, e rimesso Cambiasso al centro del progetto, tecnico s’intende. Lavorare senza un forte gruppo dirigente alle spalle è ancora più complicato. Pretendere di più sarebbe francamente utopistico. Il quinto posto attuale rappresenta la  dimensione dell’Inter, non certo il terzo che garantisce la qualificazione ai preliminari di Champions League. E’ l’anno zero, ma per evitare che duri più di 12 mesi Thohir deve intervenire subito.

Giorgio Meroni

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