Corsa scudetto ed Europa League: gli scatti di Roma e Milan

Roma e Milan hanno lanciato un segnale forte nell’ultima giornata di Serie A. L’undici di Rudi Garcia ha vinto con autorità sul campo del Verona accorciando le distanze dalla Juve capolista. La squadra di Conte è ora lontana ‘solo’ 6 lunghezze.

I bianconeri mantengono ancora un vantaggio rassicurante e hanno mostrato di saper soffrire e resistere anche in inferiorità numerica al cospetto della rigenerata Lazio di Edi Reja. Eppure qualche scricchiolio difensivo si è avvertito, come era avvenuto ad inizio stagione. Nulla di eccessivamente preoccupante a patto che il club di Agnelli riprenda subito la sua, strepitosa, marcia già nel posticipo della prossima domenica contro l’Inter di Mazzarri. Tuttavia, proprio guardando al calendario, la vecchia Signora farebbe bene a non considerare chiusa la pratica tricolore: sono previste infatti, da qui alla fine del torneo, trasferte molto impegnative sui campi di Napoli, Milan e della stessa Roma. Non va altresì dimenticato l’impegno in Europa League, che porterà inevitabilmente via energie. Per questa stessa serie di motivi i capitolini possono cullare il sogno di agganciare i rivali anche alla luce dell’ottima prova disputata al Bentegodi. I giallorossi hanno ottenuto i tre punti con relativa facilità, trascinati da un immenso Gervinho e da un Ljajic finalmente concreto sotto porta. L’ampiezza della rosa consente inoltre a Garcia il lusso di lasciare fuori giocatori del calibro di Pjanic e Totti e di inserirli per spaccare in due la partita (vedasi match con la Juve in Coppa Italia). Al vertice del massimo torneo i giochi sono insomma ancora aperti.

Nuova immagine bitmap

Uno squillo importante lo ha dato in zona Europa League il nuovo Milan di Clarence Seedorf. I rossoneri non avevano mai conseguito due successi consecutivi nella stagione in corso e questo è già di per sé è un segnale. Lo è anche il modo in cui il Diavolo si è imposto a Cagliari al termine di una gara a dir poco deludente dal punto di vista del gioco: la fortuna è stata determinante, al pari del rientro di Pazzini. Allegri aveva evidenziato più volte il peso dell’assenza della punta per il suo ruolo nelle dinamiche tecnico-tattiche. Aveva ragione. Per il club di via Aldo Rossi si aprono ora prospettive interessanti: i cugini nerazzurri, in caduta libera, hanno 5 punti in più (erano 12 dopo il derby). L’ipotesi di un sorpasso, in tempi brevi, non è utopia. Vietato farsi illusioni, ma il vento forse sta iniziando a girare dalla parte giusta. L’esame di maturità sarà sabato quando a San Siro arriverà il sorprendente Torino di Ventura. Per una Milano che piange c’è insomma una Milano che inizia a rivedere la luce.

Giorgio Meroni

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