Napoli, il bicchiere è mezzo pieno. Ma i tifosi vogliono Vincere

“Presidente, noi non vogliamo vincere solo contro la Juventus!”. La frase rivolta da un tifoso del Napoli a De Laurentiis dopo la sconfitta di Parma racchiude perfettamente il senso della stagione degli azzurri. E pure il sentimento che serpeggia tra gli stessi supporter della squadra di Benitez.

I partenopei sono riusciti a battere in casa Juventus, Roma, Milan e Inter ma sono stati bloccati sul pari da Sassuolo, Udinese,  Genoa e da Bologna e Cagliari in trasferta. Non hanno saputo accompagnare alle imprese singole la continuità delle prestazioni, fondamentale per vincere il campionato o quantomeno per lottare fino all’ultimo.  I 20 punti di distacco dalla Juve si spiegano (anche) così. Lo scorso anno alla 32.a giornata erano 11. Fino ad ora Benitez ha raccolto solo una lunghezza in più del suo predecessore. E’ mancato il salto di qualità tanto atteso dalla piazza. E’ vero che il tecnico spagnolo vuole aprire un ciclo ed è solo all’inizio della sua avventura, e tuttavia resta palpabile la delusione per un cammino buono e non esaltante. Inutile negarlo. I tifosi speravano nel tricolore con l’avvento di un allenatore plurititolato. Rispetto a Mazzarri il gioco ha subito certamente un’evoluzione: dal contropiede e dalle ripartenze alla fitta rete di passaggi, da un atteggiamento attendista e difensivista a uno propositivo, offensivo e per certi versi spregiudicato.

Proprio la fase difensiva rappresenta uno dei difetti del Napoli attuale: troppe volte gli avversari hanno avuto gioco facile nel presentarsi dalle parti di Reina. Basti pensare anche all’ultima sfida del Tardini. Senza un reparto arretrato all’altezza risulta pressoché impossibile sperare di arrivare primi. E’ bene che l’ex guida del Liverpool e del Chelsea se ne renda conto in vista della prossima annata. Il tanto vituperato 4-3-2-1, adottato dalle big europee, non è la causa di questa fragilità. E’ questione di attenzione, di meccanismi e di qualità dei singoli: prima di acquistare nuovi centrocampisti o attaccanti servirà affiancare ad Albiol un centrale in grado di fare davvero la differenza. E servirà, nell’ambito del citato 4-2-3-1, studiare alternative quando si affrontano avversari arroccati nella propria metà campo evitando uno sterile e inconcludente possesso palla. In tal senso va risolto il ‘mistero’ Hamsik: lo sloveno appare lontano parente del fantasista inseguito a lungo dal Milan: da elemento chiave è diventato un pesce fuor d’acqua, non fondamentale nelle dinamiche della squadra. Talvolta è sembrato addirittura un fattore frenante, rallentando la manovra azzurra invece di darle l’accelerazione decisiva negli ultimi 30 metri. In simili condizioni il ‘sacrificio’ di due fra Insigne, Mertens e Pandev non può essere giustificabile e accettabile.         

Volgendo lo sguardo oltre i confini nazionali, il percorso in Champions League merita applausi. L’eliminazione con 12 punti in un girone tosto con Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia è stata una beffa atroce. E un’ingiustizia. Benitez ha confermato la propria dimensione internazionale valorizzando al massimo il talento di Callejon e il senso del gol di Higuain. Ha però, e aggiungiamo clamorosamente, steccato in Europa League, dove meno di 12 mesi fa aveva trionfato con i Blues. Il Napoli poteva e doveva andare avanti: era superiore al Porto e a molte altre squadre qualificatesi ai quarti di finale. Qui è venuto meno il killer instinct, la capacità di chiudere le partite, la concretezza sotto porta. Problema di mentalità e di cattiveria, di rabbia agonistica mancata nei momenti clou e difficili e che invece era un tratto distintivo della compagine mazzarriana. Come molti osservatori credevo che i campani raggiungessero almeno i quarti, se non le semifinali. Rimane la Coppa Italia: all’Olimpico la banda di Benitez affronterà la Fiorentina in una sfida molto equilibrata. Conquistare il trofeo sarebbe importante ma non accontenterebbe i tifosi: hanno già visto sollevare quella coppa nel 2012 contro la Juve. Come anticipato all’inizio la piazza desidera un successo di peso: lo scudetto.

Per poter competere con i bianconeri il gruppo dovrà essere integrato da poche pedine. Oltre al portiere e al centrale di difesa, un mediano da affiancare a Jorginho e un vice Higuain. Bisognerà decidere altresì chi cedere tra Behrami, Inler e Dzemaili e se si vorrà continuare a puntare su Maggio, in evidente flessione e su Zuniga, penalizzato da un grave infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano dal campo. Henrique e Ghoulam hanno infatti piacevolmente sorpreso sulle fasce. L’addio inevitabile di qualche pezzo pregiato consentirà di investire nuovamente somme importanti per rafforzare la rosa. Non mancano comunque le basi per aprire il tanto atteso ciclo. Ecco perché il titolo del pezzo è “Napoli, il bicchiere è mezzo pieno. Ma i tifosi vogliono vincere” e non “Napoli, il bicchiere è mezzo vuoto: i tifosi vogliono Vincere”.

Giorgio Meroni

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