Roma, stagione magnifica anche senza scudetto. Ma ora bisogna ampliare la rosa

Un trionfo da zero tituli. E’ il paradosso della Roma di Rudi Garcia, ammirata e applaudita da tutti. Solo la matematica non condanna ancora i giallorossi. Ma lo scudetto ha preso ormai la strada di Torino, per il terzo anno consecutivo. Il sogno tricolore è svanito. E tuttavia questa resta per i tifosi capitolini una stagione da favola e da ricordare.

In pochi mesi il tecnico francese ha creato una squadra capace di lottare per le primissime posizioni dopo un sesto e un settimo posto e soprattutto dopo la dolorosissima sconfitta contro la Lazio nella finale di Coppa Italia, sfruttando la magistrale campagna acquisti estiva della società. Come è stato possibile? Molti i fattori all’origine del ‘miracolo’ sportivo.
La disastrosa difesa di Luis Enrique e Zeman si è trasformata in un bunker impenetrabile grazie alla solidità della coppia centrale formata da Benatia (13 milioni di euro spesi bene) e Castan. Sulla fascia destra Maicon ha dimostrato di essere tutt’altro che finito, svolgendo sovente più il ruolo di ala che di terzino mentre sul lato opposto sono notevolmente cresciuti Dodò e Romagnoli in seguito allo stop di Balzaretti. Con simili presupposti è naturale (nessuno lo avrebbe però immaginato a settembre) che la Roma sia la squadra con meno gol subiti: solo 19.
Se il reparto arretrato è stato super, cosa dire del centrocampo? Sulla mediana Garcia ha rigenerato De Rossi, insuperabile baluardo davanti alla difesa, affiancandogli la qualità e la quantità di Strootman e Pjanic. L’arrivo di Nainngolan ha rappresentato la classica ciliegina sulla torta (a posteriori decisiva visto il grave infortunio di Strootman) ed è senza ombra di dubbio un investimento importante per il futuro. E non è tutto. Nella splendida orchestra persino un giocatore ‘disperso’ e ai margini ha dato un significativo contributo: Rodrigo Taddei.
In attacco l’alternanza tra ‘nuovo’ e ‘vecchio’ ha permesso di restare nella scia della Juventus per un lungo periodo. Nella fase iniziale la coppia Totti-Gervinho l’ha fatta da padrone. La classe dell’intramontabile capitano era nota, mentre ha piacevolmente sorpreso l’ivoriano ex Arsenal, accolto con una certa diffidenza e con poco entusiasmo. Le sue sgroppate e i suoi dribbling hanno ben presto convinto gli scettici. Da dicembre in poi è salito alla ribalta Destro, che a suon di gol si è garantito la sempre più probabile convocazione ai Mondiali. E’ rimasta poi costante la presenza del giovane Florenzi, vero e proprio jolly offensivo e abile incursore alla Perrotta. L’unica parziale delusione, oltre a Bastos, porta il nome di Ljajic: il serbo deve ancora maturare ma nell’ottica del doppio impegno campionato-Champions tornerà molto utile. Una menzione la merita pure Borriello, al centro del progetto fino alla sua cessione, avvenuta durante la sessione invernale di mercato. Proprio Borriello e Taddei sono il simbolo dello straordinario lavoro di Garcia, in grado di costruire un gruppo affiatato e unito più che mai nel quale nessuno è stato escluso. Un gruppo sfortunato perché ha incrociato una Juventus disumana che sta battendo ogni record, rendendo ‘inutile’ la media punti scudetto dei giallorossi.
Alla Roma va comunque il premio della critica per il gioco espresso: il migliore in assoluto sebbene non facilmente decifrabile. La Lupa non ha adottato un modulo né difensivista né spregiudicato, raggiungendo un equilibrio nelle due fasi e spesso andando a fiammate, con lampi improvvisi. Se in alcune gare l’arma micidiale è stato il contropiede, in altre la continua pressione sugli avversari attraverso una manovra avvolgente e un ritmo frenetico. E forse è questo il segreto principale. Tuttavia un difetto venuto progressivamente a galla è la mancanza di un vero ariete d’area, o quantomeno di una punta che risolva le partite da sola senza l’assistenza dei compagni (Tevez per esempio) anche quando il resto della squadra fatica e non è in giornata. Un attaccante alla Dzeko, alla Mandzukic per intenderci.
In vista del già citato doppio impegno campionato-coppa sarà indispensabile poi allargare la rosa con almeno un terzino (Maicon a Luglio compirà 33 anni), un centrale esperto per far rifiatare Benatia e Castan (Toloi non basta) e un altro mediano visto che Strootman non sarà arruolabile fino a gennaio. La campagna di rafforzamento, lo ha evidenziato Garcia, è vitale per non rovinare il giocattolo Roma e per sperare di sollevare un trofeo nella stagione 2014-15. La Juve in fondo non è poi così lontana…

Giorgio Meroni

 

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