La vera sconfitta dell’Italia è la morte di Ciro Esposito

In Italia si può ancora morire per una partita di pallone. E’ questa la grande sconfitta, il fallimento del calcio del nostro Paese e più in generale delle Istituzioni.

Non si è discusso abbastanza a lungo della gestione dell’ordine pubblico il giorno della finale di Coppa Italia. Perché la zona non era vigilata a dovere nonostante fosse nota la forte rivalità tra le tifoserie di Roma e Napoli? Come è stato possibile che i pullman dei supporters azzurri venissero attaccati? Perché la capitale è sempre più frequentemente teatro di scontri tra i vari gruppi ultras e non si trova una soluzione? Evidentemente, in attesa della chiusura delle indagini, qualcosa non ha funzionato. Altrettanto evidentemente il Daspo per alcune categorie di soggetti non basta più. Una volta espulsi dagli stadi essi continuano a dettare legge, a fare da collante e guida per i loro ‘adepti’ e a commettere reati. Inutile dunque, al pari della tessera del tifoso, dei tornelli e dei biglietti nominali, nonostante fossero sbandierate come misure indispensabili e antidoto alla violenza e ai violenti. La legge sugli stadi, che dovrebbe favorire la creazione di impianti moderni e sicuri, appare tardiva e fa già discutere (non pochi presidenti la ritengono incompleta e non funzionale). Siamo lontani anni luce dagli altri Paesi e lo saremo per molto tempo.
La colpa naturalmente non è solo della politica e di una federazione sempre più debole e divisa da varie correnti (oltre ad Abete dovrebbero dimettersi molti altri ‘personaggi’).
E’ pure delle società. I club non hanno infatti mai cercato di dissociarsi dalle curve, di disconoscere i delinquenti dei quali spesso sono anzi veri e propri ostaggi. Il rapporto tra i due mondi è più stretto di quanto si pensi (vendita dei biglietti in primis). Emblematico quanto accaduto a gennaio. L’Inter aveva concluso con la Juventus lo scambio Guarin-Vucinic ma ha dovuto fare retromarcia per le vibranti e dure proteste sotto la sede. Tutto ciò è inammissibile.
Un’ultima riflessione. Cosa accadrà al prossimo Roma-Napoli o Napoli-Roma? Nonostante le parole della madre di Ciro Esposito (“La memoria di Ciro porti gioia, pace ed amore. Grazie a tutti, mantenete alta la bandiera dello Sport e dell’Amore, mantenete alta la bandiera di Ciro Esposito”) il rischio di ritorsioni e vendette è alto. Si giocherà a porte chiuse? Si adotteranno imponenti misure di sicurezza, utili per le emergenze ma non strutturali? Interrogativi di un calcio malato, altro che eliminazione ai Mondiali…

Giorgio Meroni

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