La partenza di Kakà è una buona notizia per il Milan

La storia finita. Domani sarà ufficiale: Kakà saluta il Milan per la seconda volta, a distanza di nemmeno 12 mesi dal suo ritorno in rossonero, salutato con entusiasmo da una buona parte dei tifosi, soprattutto i ‘nostalgici’. Quegli stessi tifosi ora dovrebbero essere felici perché l’addio del brasiliano rappresenta una buona notizia per il Diavolo.

Kakà si è trovato in una squadra derelitta, lontanissima parente del gruppo salutato nell’estate del 2009, con l’infausto compito di trascinare i compagni. Missione impossibile per il numero 22 versione 2013-14, dopo anni di guai fisici e poche presenze con la maglia del Real Madrid. Chi sperava di rivedere il giocatore ammirato nella sua prima avventura milanese è rimasto deluso. Kakà ha dato comunque il suo contributo. E’ stato uno dei pochi a salvarsi in una stagione fallimentare garantendo sempre il massimo impegno, a differenza di altri (giovani) giocatori. Ma è una magra consolazione, soprattutto a fronte di un ingaggio di ben 4 milioni di euro. Spesso anzi il verdeoro ha fatto tenerezza per quel suo ‘vorrei ma non posso (più) essere  decisivo’ come un tempo, per il suo correre (talvolta a vuoto) per il campo come un mediano qualsiasi, per il suo malinconico guardarsi attorno quasi a chiedere: “Pirlo, Seedorf, Inzaghi, dove siete?”. Potrebbe rimanere se la rosa venisse rinnovata quasi completamente con l’innesto di fior fiori di campioni. Periodo ipotetico dell’irrealtà.
No, il Milan per ripartire deve affidarsi a giocatori davvero integri e di prospettiva (Iturbe) e non a operazioni da libro Cuore, che non hanno portato mai fortuna in termini di risultati (i casi di Gullit, Sacchi, Capello, Simone e Shevchenko sono lì a dimostrarlo in maniera evidente). La società di via Aldo Rossi ha l’obbligo di guardare avanti, di svoltare davvero e avere più coraggio nel lanciare le promesse cresciute nel vivaio, ad esempio Darmian, rivelazione dell’ultimo campionato, ‘scaricato’ troppo in fretta. Il rischio è di commettere il medesimo errore con Cristante. In una situazione economica complicata, ricorrere alla cosiddetta linea verde, potenziando il settore giovanile, appare la soluzione più praticabile e più redditizia nel medio e lungo periodo. In tal senso la rescissione contrattuale del fantasista carioca simbolicamente rappresenterebbe l’inizio di un nuovo corso (a essere ottimisti).
Infine ai supporters dispiaciuti per la partenza definitiva di Kakà andrebbe rivolta la seguente domanda: “Siete sicuri che il vostro idolo sarebbe approdato ancora al Milan se non ci fossero stati i Mondiali?”. Il fantasista non aveva la minima speranza di trovare spazio nel Real Madrid e la sua vecchia squadra garantiva maggiore visibilità rispetto alla destinazione statunitense, pure più favorevole in termini economici. Dove giocherà ora Kakà? Guarda caso (dopo un periodo in prestito al San Paolo) proprio negli Usa…

Giorgio Meroni

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s